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17 Gennaio 2026
Perché scrivere? Il mio punto di vista.
Barbara Nives Bigi
tempo di lettura: 5 min
Avrei voluto regalare qualcosa
di illuminante a chi si appresta ad accostarsi all'arte della narrativa, ma
temo di non essere in grado di farvi tale dono. Sarò molto più semplice e
onesta, raccontandovi la mia esperienza personale.
Non ho mai pensato di produrre
libri, non era ciò che mi motivava a scrivere ma probabilmente tutto ciò era
scritto nelle stelle alla mia nascita, perché sono stata condotta dal destino
verso questa via.
Dovete sapere che tra le altre
cose sono anche operatrice olistica, per cui mi perdonerete se applico queste
mie conoscenze a ciò che sto per raccontarvi.
Da sempre scrivo per me
stessa, lo faccio perché per me è terapeutico. Quando sono afflitta da qualche
tensione, preoccupazione o dolore lasciarlo su carta mi indirizza a trovare la
giusta centratura e la serenità per continuare il cammino. È come se la
scrittura mi aiutasse a rielaborare i fatti e a lasciarli andare.
Per farvi un esempio concreto:
HOPE che è il racconto (pubblicato da Sensoinverso Edizioni nel libro
L'ALTALENA) in cui parlo dell'esordio della malattia di uno dei miei figli.
Quando tutto ciò che è narrato
nel racconto mi è successo nella vita reale, ero talmente sotto shock da non
riuscire ad andare avanti, non dormivo la notte, massacravo mio figlio con
attenzioni inutili e oppressive come ad esempio controllare in continuazione
che stesse respirando, ero perennemente in allerta, e questa situazione non
migliorava col trascorrere del tempo, anzi... finché al colmo della
frustrazione non ho deciso di scrivere. Da quel momento ho ritrovato
l'equilibrio e quella sana normalità che permette di affrontare le avversità
della vita con lucidità.
Confrontandomi con alcuni
colleghi posso asserire con certezza che non è una cosa che capita solo a me.
Il consiglio che posso darvi è
di non scrivere solo perché adesso è molto di moda, perché i social rendono
tutto più semplice, o perché ci viene detto (e probabilmente è vero) che
perfetti sconosciuti in poco tempo diventano celebrità.
Fatelo perché sentite di avere
qualcosa da dire e nel farlo percepite che state facendo del bene a voi
stessi e anche agli altri, con la
certezza di essere in possesso di pensieri preziosi da donare. Cercate un fine
e una motivazione più nobile della notorietà, in quanto vi occorrerà molta
tenacia e molta costanza per realizzare
il sogno di vedere un vostro pensiero diventare un libro e ancora di più perché
il vostro libro possa arrivare al maggior numero di persone possibili.
Abbiate pazienza, salire molto
in alto ed in fretta non è detto che sia una buona strategia di vita, forse arrampicarsi
per sentieri tortuosi aiuta a fare esperienza, a provare cose diverse e a
scegliere la migliore per il nostro bene.
Personalmente ero un bimba
molto introversa con molte difficoltà d'apprendimento e la scuola è stata un
incubo fino alla terza elementare, quando ho incontrato un'insegnante stupenda
che ha compreso l'universo che avevo dentro e che non riuscivo a fare uscire.
Tutti i bambini sono mondi
strepitosi, ma non tutti riescono ad esprimersi.
Ero una grossa bottiglia col
collo troppo stretto: nel momento in cui dovevo parlare mi bloccavo, non mi
venivano le parole, mi si confondevano e allora arrossivo e mi zittivo.
La maestra A. è riuscita a
capire che, nonostante gli errori di ortografia, attraverso la scrittura ero in
grado di esprimere emozioni, sensazioni e pensieri profondi. Ha visto il mio
potenziale e mi ha proposto di manifestarlo tramite la poesia.
Da un semplice esperimento in
classe, la poesia è diventata una valvola di sfogo, così ho continuato ad
utilizzarla fin circa ai vent'anni. Sono stati i miei genitori a decidere di
raccoglierle in un libro (auto pubblicazione) che hanno donato a parenti, amici
e hanno portato a qualche evento.
Allora non avevo la necessità
di diffondere i miei scritti anzi mi metteva molto in imbarazzo. Avevo spedito
alcune poesie ad una rivista e me le hanno pubblicate tutte, ma credo di dirlo
qui per la prima volta.
Nonostante le mie reticenze
avevo un mezzo che mi faceva stare bene e ho continuato ad utilizzarlo senza
metterci troppa attenzione, avevo quaderni pieni di pensieri, racconti, poesie
che non mostravo a nessuno.
Solo molto più aventi nella
vita, facendo leggere i miei racconti a delle amiche mi hanno spronato a farli
pubblicare, sostenevano che ciò che scrivevo poteva essere utile anche agli
altri.
Questo è stato il pensiero che
mi ha spinto a pubblicare i miei primi due libri: poter arrivare al cuore delle
persone, cercare di farle star meglio e di accendere la speranza.
Dietro ad ogni problema c'è
una soluzione nella vita.
Ora quando mi appresto a
scrivere ho sempre bisogno di guarire parti di me, ma nel farlo spero di donare
serenità anche agli altri.
Se non avessi questa
motivazione credo che avrei lasciato i miei manoscritti ad ammuffire in un
cassetto, perché una cosa è scrivere ed un'altra è promuovere ciò che si è
prodotto.
Non vi nascondo che prima di
ogni presentazione torna a farsi vedere la bimba timida ed introversa che
custodisco dentro di me e che continua a chiedersi perché devo sempre mettermi
in situazioni così spinose ed ogni volta trovare il coraggio di parlare davanti
agli altri è veramente difficile, nonostante ormai dovrei esserci abituata.
Lo faccio per la scrittura,
perché ora farei fatica a vivere senza di essa, scrivo per produrre racconti e
libri, scrivo durante la lettura dei Registri Akashici, scrivo per guarire.
Questo è il mio consiglio:
cercate la vostra giusta motivazione per scrivere, rimanete umili ma tenaci e
non mollate mai.
Ciao! Mi chiamo Barbara e sono una scrittrice. Lavoro come impiegata ma continuo a coltivare le mie passioni: lettura, fotografia, ricamo, lavorazione del feltro, pittura, lavorazione della creta e scrittura.
La vita può anche provare a fregarti, ma tu non ti arrendere mai.