22 Marzo 2025

Ampel Aus. Quinta puntata.

Filippo Montemurro

tempo di lettura: 4 min

Bandiere Germania e Europa. Foto di Filippo Montemurro
La CDU ha scelto SPD come alleato di governo. Intanto, grazie anche all’appoggio dei Verdi, la Germania si indebita per 500 miliardi di euro.

Rote und schwarze Allianz – Alleanza rossa e nera


Nella scorsa puntata di Ampel Aus ho parlato del risultato delle elezioni federali che hanno visto trionfare CDU, il partito conservatore di Friedrich Merz. Quest’ultimo, dato per favorito sin dall’inizio della crisi di governo che ha portato al voto anticipato, ha sempre dichiarato di non voler collaborare con il partito di Ultradestra Afd. Sembra che Merz sia intenzionato a mantenere la promessa dal momento che due sabati fa proprio CDU ha annunciato l’inizio delle trattative per la formazione di un nuovo Governo insieme a SPD. Il partito dei socialdemocratici tedeschi, orfani del proprio leader e (quasi) ex Cancelliere Olaf Scholz, hanno accettato un compromesso centrale per l’inizio delle trattative.

Un compromesso che non è stato accettato dai Verdi, che invece si sono tirati fuori dalle trattative per la formazione di un nuovo Governo.


Un’assenza importante, quella dei Verdi, nella compagine di governo poiché potrebbe mettere a serio rischio la possibilità di approvare riforme strutturali necessarie per la ripresa dell’economia tedesca.


Ne avevamo parlato anche nella scorsa puntata: la presenza dei Verdi all’interno del Governo comporterebbe che quest’ultimo abbia la maggioranza dei due terzi del Bundestag, il che gli permetterebbe di approvare le riforme senza rischi.


Kompromissen – Compromessi

Una riforma di cui hanno parlato SPD e CDU, che è al centro di quel compromesso che ha portato all’inizio delle trattative, è l’allentamento del freno al debito.


La Germania è storicamente la Nazione che si indebita meno in Europa. Questo perché una legge costituzionale approvata nel 2009, durante il mandato di Angela Merkel (ex leader della CDU), non permette alla Germania di indebitarsi più dello 0,35% del PIL (per capirci, l’Italia nel 2023 si è indebitata del 7% rispetto al PIL).


La cifra che verrà stanziata per gli investimenti è di 500 miliardi di euro.

Anche se il nuovo Governo non è ancora ufficialmente in carica, CDU e SPD hanno trovato un accordo per approvare questa riforma. Lo hanno potuto fare anche grazie all’appoggio dei Verdi che, anche se non faranno parte del prossimo Governo, hanno deciso comunque di votare a favore di questa riforma considerata di primaria importanza per la Germania. La riforma è stata prima votata prima dai due terzi del Bundestag, il Parlamento tedesco, dopodiché è passata al Bundesrat, ovvero il Parlamento che rappresenta i 16 stati federali tedeschi, dove anche lì si è riusciti a far approvare questa riforma dai due terzi dell’aula.

Tra i contrari figurano AFD e Die Linke (letteralmente, “La sinistra”).


L’approvazione di questa legge ha permesso, quindi, di potersi indebitare maggiormente per investire in tutti quei settori, come le infrastrutture, in cui la Germania ha bisogno di investire da molto molto tempo.
Un maxipacchetto che verrà utilizzato anche per investimenti che concernono anche il settore della difesa, che è un settore in cui la Germania, per ragioni storiche e culturali, è meno avvezza ad investire.

Ebbene sì quindi, il Paese più pacifista d’Europa ha deciso di tornare ad investire sulla difesa dal momento che tutta l’Europa sarà costretta a farlo.

ReARM Europe 

Questo perché si sta venendo a creare un nuovo ordine mondiale. Quest’ultimo non prevede più gli Stati Uniti come il più importante difensore dell’Europa. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, ha dichiarato di non aver nessuna intenzione di difendere l’Europa in caso di un attacco militare. Contravvenendo, quindi, al Trattato della NATO che obbligherebbe gli Stati Uniti ad intervenire in caso di un attacco militare all’Unione Europea. Trump, però, sembra più intenzionato a ricucire i rapporti col dittatore russo Vladimir Putin piuttosto. Pertanto, negli scorsi giorni Ursola Von Der Leyen ha annunciato il progetto “ReArm Europe” che, tra le altre cose, comprende lo stanziamento di 800 miliardi di euro da investire nella difesa dei vari Paesi europei. Anche la Germania, quindi, sarà costretta ad aumentare le spese militari che finora si sono sempre attestate intorno allo 0,45% del PIL.

Una svolta non da poco, quindi, per un Paese che ha una storia, una cultura ed un’identità ben precisa.

Die lokomotive – La locomotiva

Quello che si augurano i tedeschi – e non solo – è che grazie a questo nuovo Governo e a queste centinaia di miliardi di euro investiti la Germania torni ad essere la locomotiva d’Europa, ovvero l’economia trainante. Dobbiamo tornare a sperarlo anche noi italiani, dal momento che l’Italia è tra i Paesi da cui importano più merce e di conseguenza è quello che ci rende un po' più ricchi. Un declino economico della Germania comporterebbe meno consumi e quindi meno domanda e di conseguenza meno mercato.

Inoltre, in un periodo come questo, in cui è richiesta un’Europa forte ed unita, l’Europa stessa non può rischiare di avere la sua più grande potenza economica in crisi. È auspicabile che il prossimo Governo centri i suoi obbiettivi: ovvero quello di risollevare l’economia tedesca per farla tornare la grande potenza di un tempo.

Friedrich Merz potrebbe essere il Cancelliere che ha risollevato l’economia tedesca oppure che l’ha affossata ancora di più. Comunque andranno le cose in Germania, l’evento di cui ho scritto in questi mesi entrerà nel bene o nel male nei libri di storia non solo europea ma mondiale. Queste sono state elezioni cruciali per capire in che direzione andrà la Germania e di conseguenza l’Europa. L’83% dei tedeschi ha fatto la propria parte andando a votare, adesso sta a noi incrociare le dita.




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Filippo Montemurro

Ciao! Mi chiamo Filippo e sono un blogger. Parlo di politica interna con un occhio di riguardo per le condizioni delle carceri in Italia.

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