12 Novembre 2022

Il blended learning: tecnologia e formazione si informano a vicenda.

Flavia Oliverio

tempo di lettura: 2 min

Foto di Juraj Varga da Pixabay
Il Blended Learning, più comunemente chiamato “apprendimento misto” o “ibrido” (dall’inglese blending,  unire, miscelare) è quel modello di formazione aziendale e didattico che combina insieme esperienze di apprendimento in presenza e a distanza attraverso l’utilizzo di devices, integrazione di metodi tradizionali e formazione autonoma.

Un alternativo approccio metodologico, questo, che somma tecniche analogiche e digitali in un unico ambiente di apprendimento (cioè l’insieme di cultura e ambiente fisico).

Per quanto oggi possa sembrare una “tecnica” scontata, ovvia e moderna, dato anche lo sviluppo incessante della tecnologia, la nascita di tale sistema si fa risalire agli anni ’40 / ’50 quando si tenevano corsi per corrispondenza, oppure al decennio successivo quando l’università dell’Illinois introdusse le prime lezioni sperimentali nell’ambito del programma PLATO (Programmed Logic for Automatic Teaching Operations).

Con il blended learning cambia il modo di apprendimento, non la sostanza.

Mixare, non sostituire.

Per quanto riguarda il mondo della scuola, ai momenti di formazione tradizionale come la classica lezione frontale in aula face to face, si affianca un secondo momento di studio autonomo attraverso l’utilizzo di materiali digitale, piattaforme e applicazioni, ed infine l’apprendimento collettivo (online oppure offline), il learning community.  A questo punto il discente può apprendere a proprio ritmo, studiando i contenuti dove, come e quando vuole, on-demand insomma! E ha la continua possibilità di confrontarsi con tutti i partecipanti innescando un circolo virtuoso di sapere e confronto, conoscenza e condivisione.

Con il blended learning, quindi, si crea un ambiente, uno spazio decentrato, collaborativo e orizzontale dove non è più l’insegnante il focus dell’apprendimento, bensì le dinamiche di socializzazione, confronto, informazioni e formazioni che si vengono a creare grazie alla partecipazione e al coinvolgimento di chi prende parte alla lezione.

Anche nel mondo del lavoro è indispensabile tenere alto il livello di coinvolgimento come precondizione necessaria alla formazione, e che trovi nella tecnologia un “potente abilitatore”.

Secondo l’ OCSE (ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO), il principale bisogno da soddisfare dopo la salute e la pensione, è, appunto, la formazione.

Digitalizzazione e smart working permettono ai dipendenti di poter organizzare tempo e spazio di lavoro secondo le esigenze personali, valutando quale sia il miglior momento per concentrarsi sulla propria professione. È proprio questa flessibilità della formazione blended che fornisce alle aziende molteplici possibilità atte a migliorare le performance dei percorsi formativi e dei dipendenti stessi, che non sono più passivi e marginali nel percorso di assimilazione dei contenuti.

Autonomia, collaborazione e responsabilizzazione delle risorse, comunicazione migliorata tra dipendenti e docenti, semplicità e immediatezza, sono alcuni benefici apportati dall’apprendimento misto.

“Un apprendimento misto di successo si verifica quando tecnologia e insegnamento si informano a vicenda.”

Ecco il valore aggiunto del blended learning: ottenere tutti i vantaggi della tecnologia senza rinunciare ai valori umani!

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Flavia Oliverio

Ciao, sono Flavia e mi occupo di comunicazione pubblica e sociale, educazione e politiche giovanili, insegnamento.

Non c'è comunicazione alcuna senza né occhi né anima.

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