21 Gennaio 2022

Il circle time: comunicazione e vicinanza emotiva per la risoluzione dei conflitti.

Flavia Oliverio

tempo di lettura: 2 min

Foto di Margarida CSilva su Unsplash
Il classico metodo di insegnamento frontale che prevede una sola via di apprendimento per tutti gli allievi, ormai, non è più molto efficace e sufficiente a soddisfare i bisogni individuali e le esigenze di classi sempre più variegate ed eterogenee.

Per rispondere  a questa esigenza di differenziazione e portare tutti sullo stesso piano, sullo stesso livello, il circle time rappresenta il giusto accordo: come suggerito dal nome stesso, ci si siede in cerchio cosicché tutti riescano a guardarsi in faccia, negli occhi, ed esprimersi liberamente.

E, proprio perché si tratta di un momento di parità, anche l’insegnante o formatore farà parte del cerchio, proponendo l’argomento, coordinando la conversazione e ricoprendo il ruolo di mediatore e osservatore che non fa domande e non dà risposte.

Il suo ruolo è “solo” quello di stimolare gli individui, ascoltarli con attenzione. Non è affatto un ruolo facile questo… D'altronde nemmeno l’apprendimento cooperativo lo è!

In tale situazione di democrazia il tempo del cerchio, o cerchio della condivisione, non prevede lo studio di materie, ma ha l’obiettivo di far:

  • sviluppare e mantenere atteggiamenti positivi;

  • acquisire maggiore consapevolezza rispetto a temi sociali e soprattutto verso se stessi;

  • rispettare le regole e le opinioni altrui;

  • esprimere i propri stati d’animo, emozioni e sensazioni senza sentirsi addosso il giudizio degli altri.

Non esistono gerarchie e, più che metodologia di insegnamento, si potrebbe pensare al circle time come una tecnica di comunicazione atta a sostenere ed incoraggiare l’educazione e la sfera psicoemotiva di ognuno.

Perché è in questo cerchio che ci si spoglia completamente delle proprie paure e perplessità, che si rispettano i valori dei compagni, che ci si ascolta nel profondo. È un ambiente, il cerchio, sicuro, confortevole, affidabile.

È questa un’attività che prevede l’integrazione, l’inclusione, l’ascolto attivo e la partecipazione di tutti, in cui l’empatia aiuta a gestire le emozioni e si valorizzano le difficoltà.

Il momento operativo del circle time è di sicuro utilissimo per cercare di risolvere problemi all’interno del gruppo classe (ma non solo!) attraverso l’analisi dei conflitti e cercarne le soluzioni più adatte. Così facendo si evitano gli interventi autoritari da parte dell’insegnante che, essendo appunto alla pari dei suoi allievi, riesce a comprenderli e li “esercita” al problem solving.

Sicuramente il circle time non è lo strumento assoluto della risoluzione delle conflittualità all’interno di un gruppo, ma certamente ne è un valido deterrente!

torna alle Ultime uscite

condividi l'articolo copiando questo link

Flavia Oliverio

Ciao, sono Flavia e mi occupo di comunicazione pubblica e sociale, educazione e politiche giovanili, insegnamento.

Non c'è comunicazione alcuna senza né occhi né anima.

CC-BY-SA icon orange - Creative Commons (modified by Masur) - http://mirrors.creativecommons.org/presskit/buttons/88x31/svg/by-sa.svg

Salvo dove diversamente indicato, il contenuto del blog di SIS. PRO Firenze è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale