24 Luglio 2021

5 cose per proteggersi dagli attacchi informatici.

Irene Procopio

tempo di lettura: 4 min

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Oltre agli accorgimenti più diffusi e tecnologicamente più avanzati, per una protezione dei nostri dispositivi all'altezza dell'uso che ne facciamo servono anche strumenti pratici e conoscenze. Combattere gli attacchi è pressocché impossibile, non lo è altrettanto mettere uno scudo protettivo attorno ai nostri dati e ai nostri dispositivi.

Un Cyber-attack si riferisce ad una manovra di attacco informatico da parte di uno o più individui verso un sistema, con la finalità di accedere, modificare, distruggere o rubare informazioni e dati.

Un Data-breach è una violazione di sicurezza che comporta - accidentalmente o in modo illecito - la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o laccesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati. 

  1. Il Copri – webcam. È un accessorio adesivo che si attacca a fianco della telecamera del pc, smartphone o tablet. Grazie a un semplicissimo sistema a slittamento, una piccolissima finestrella oscurante scivolerà sopra la webcam e chiuderà quando vorrai, la visibilità della telecamera del tuo dispositivo. Facendo slittare nuovamente, nel senso inverso, la finestrella, potrai nuovamente utilizzare la webcam del notebook. Un modo semplice per preservare la tua privacy quando non stai utilizzando la webcam del tuo dispositivo per una video conferenza o video chat di gruppo.

  2. Le integrazioni di Firefox o Google Chrome e altri browser.Per aggiungere nuove funzionalità al browser, è possibile acquistare o scaricare gratuitamente alcune integrazioni anche in ambito di Cyber protection e per tutti i tipi di sistemi. La sicurezza del web riguarda anche la trasmissione di virus o attacchi durante la navigazione online. Le stesse pubblicità o spam rappresentano un pericolo per l’utente di tutte le fasce d’età, che dovrebbe poter scegliere con consapevolezza di non esporsi eccessivamente. La navigazione in siti non sicuri comporta un rischio anche per il dispositivo e i dati in esso contenuti, per la casella o le caselle di posta elettronica e soprattutto per il Cloud e i database online.

  3. Antivirus e Antimalware anche per lo smartphone. Sono in pratica delle app che rilevano ed eliminano vari tipi di codici malevoli, compresi, oltre ai virus, una grande varietà di malware. Lo smartphone ci espone al pericolo dell’attacco Cyber anche quando non lo utilizziamo per lavoro o non salviamo i dati delle carte di credito; ad esempio, quando scarichiamo un file da un sito non sicuro o tramite email da un indirizzo sconosciuto. Anche in questo caso è possibile scaricare gratuitamente molte app oppure effettuare una prova gratuita.

  4. La geolocalizzazione condivisa solo se necessario. La geolocalizzazione del nostro smartphone è, come gli altri dati rilevabili, inclusa nella normativa sul trattamento dei dati personali. Tramite le impostazioni del dispositivo è possibile effettuare tutte le scelte in tema privacy, salvo che si tratti di smartphone non troppo recenti. Scegliere di non condividere la nostra posizione geolocalizzata potrebbe risultare una buona pratica per ridurre l’esposizione al rischio di attacchi tramite app. È comunque possibile conoscere quali app richiedono l’accesso alla posizione ed eventualmente scegliere quelle con cui non condividerla.

  5. Have I Been Pwned? Have I Been Pwned? è una pagina web che consente di cercare tra più violazioni di dati per vedere se il tuo indirizzo e-mail o numero di telefono è stato compromesso. È stato creato dall'esperto di sicurezza Troy Hunt il 4 dicembre 2013 e conta circa 160.000 visitatori giornalieri. La funzione principale di Have I Been Pwned? da quando è stato lanciato è quella di fornire gratuitamente a tutti un modo per verificare se le loro informazioni private sono divulgate o compromesse. I visitatori del sito web possono inserire un indirizzo e-mail e visualizzare un elenco di tutte le violazioni dei dati con i record. Il sito web fornisce anche dettagli su ciascuna violazione dei dati, con l’elenco di quali tipi specifici di dati sono stati colpiti dalla violazione.

Nonostante la normativa recente in tema privacy e la politica di sensibilizzazione da parte del Garante, la protezione dagli attacchi informatici è una preoccupazione costante e in aumento anche per le Imprese.

Secondo i dati raccolti dal Cybersecurity National Lab del Politecnico di Milano, nel 2020 si registra un aumento del 40% degli attacchi informatici alle grandi Imprese. Dato non da poco, se si considera la maggiore esposizione ai rischi dovuta alla pandemia e alla conseguente accelerata dello smartwork e della formazione a distanza (FAD). Famiglie e Imprese si sono trovate a dover fronteggiare e gestire la sicurezza dei loro dispositivi e sistemi, attraverso strumenti e software o app di ausilio al lavoro, alla formazione o scuola, alla vita domestica e alla vita privata. Per un mercato nazionale che ammonta a circa € 1,37 miliardi di spesa in soluzioni di cybersecurity, il 19% delle Imprese ha diminuito gli investimenti e il 40% li ha aumentati. Un mercato in espansione che si sta sviluppando anche in altri settori oltre quello informatico, con prodotti assicurativi e polizze specifiche per la Cybersecurity sia per le famiglie che per le Imprese. L’esposizione al rischio informatico è aumentata anche per bambini e ragazzi che, di fronte all’emergenza, hanno dimostrato di riuscire facilmente a utilizzare gli strumenti ma non altrettanto a proteggersi dalle cattive abitudini del web, come l’eccessiva condivisione di video e foto online o l’utilizzo di piattaforme pirata per aggirare i costi delle applicazioni e software con licenza o dei siti a pagamento. Anche i genitori e nonni si sono dotati di strumenti idonei alla loro sicurezza e seguito webinair e corsi a tema, il problema però, rimane. È impossibile controllare l’intera Rete Internet. Come evidenziato anche dalla Autorità Cyber, il fatto di non poter combattere un attacco informatico, proprio come un attacco fisico, non significa che non esistano efficienti e idonee misure di sicurezza per prevenire e contenere i danni.

Date retta ai giuristi.

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Irene Procopio

Ciao, sono una Giurista e mi occupo di strategie di governo e gestione d'impresa.

L'obiettivo è impossibile solo se manca un piano. Date retta ai giuristi.

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