11 Dicembre 2021

Contratto in 3D. La causa e i principi Unidroit.

Irene Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di Catkin da Pixabay
In teoria, ogni qualvolta accettiamo una proposta o una promessa siamo parti di un accordo, tanto quanto siamo contraenti in seguito ad un acquisto o ad una prenotazione. Il punto centrale è individuare la formula giusta del contratto, affinché produca gli effetti desiderati e riduca le probabilità di una controversia.

Nonostante la complessità del linguaggio giuridico e l’evoluzione della normativa applicabile ai contratti, le tendenze internazionali ci spingono verso contratti semplici, sempre più aperti e ispirati ai principi di lealtà e trasparenza contrattuale.

La causa del contratto

Per causa del contratto s’intende la sintesi degli interessi reali che il contratto è diretto a perseguire. Es. nella compravendita la causa è data dallo scambio bene-prezzo.

Per autonomia contrattuale s’intende la libertà delle parti di determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e dalle norme corporative.

In base alla causa è possibile distinguere tra:

  • Contratti tipici, che fanno riferimento ad uno schema contrattuale espressamente riconosciuto e regolato dalla legge.  

  • Contratti atipici, che, pur non essendo riconosciuti espressamente dalla legge, sono validi se conclusi nei limiti dell’autonomia contrattuale.

  • Contratti misti, che mixano elementi di diversi schemi contrattuali (es. nel contratto di parcheggio sono presenti elementi tipici sia della locazione che del deposito).

Perché è importante distinguerli?

La sostanziale differenza tra le tre categorie riguarda i requisiti che il contratto deve possedere affinché sia ritenuto valido e quindi applicabile. Perché sia valido, la causa del contratto dev’essere lecita e meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico.

Mentre per i contratti tipici esiste un modello proposto dal legislatore, per quelli atipici e quelli misti la normativa prevede che, eventualmente, sia il giudice a giudicare circa la validità del contratto e della sua applicazione tra le parti.

Soprattutto in ambito commerciale l’evoluzione dei rapporti tra imprese e privati ha dato vita ad una serie di modelli contrattuali non riconosciuti, ma comunque validi.

I fattori che hanno portato all’evoluzione dei modelli atipici sono:

- le particolarità della normativa nazionale, che limitano le opportunità commerciali per la troppa specificità delle disposizioni;

- le differenze di regolamentazione tra i vari Stati, che producono disparità tra i contraenti e conflitti di giurisdizione;

- l’inadeguatezza della normativa nazionale rispetto alle esigenze delle imprese e dei privati di rispondere al mercato.

Proprio grazie all’istituto dei contratti atipici è stato possibile constatare che il limite alla libertà contrattuale ha in realtà favorito la nascita di schemi contrattuali innovativi “autogenerati” e funzionali alle esigenze concrete dei contraenti, quindi più efficienti.

Attraverso i contratti atipici le imprese e i privati hanno superato le difficoltà di armonizzare i contratti agli standard normativi nazionali per sviluppare standard e pratiche internazionalmente riconosciute.

I Principi Unidroit

Unidroit è la sigla francese di Institut international pour l'unification du droit privé, traducibile in italiano come Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato, un’Organizzazione intergovernativa indipendente.

Si tratta di un insieme di 211 regole sui contratti internazionali elaborate al fine di armonizzare il diritto internazionale dei contratti commerciali, attraverso regole che integrano strumenti internazionali e leggi nazionali. Nel rispetto delle parti, per favorire una serena e corretta relazione tra i soggetti.

I Principi Unidroit sono essenzialmente una raccolta di principi comuni tra i principali ordinamenti nazionali e conformi alle particolari esigenze dei contratti commerciali internazionali. Pubblicati per la prima volta nel 1994 (e revisionati nel 2004 e nel 2010), si applicano esclusivamente ai contratti commerciali internazionali e sono un importante esempio di autoregolamentazione a livello mondiale.

Atìpico aggettivo – Che non è tipico, che non rientra nello schema generale o non appartiene a una serie di tipi.

Novità sostantivo – La condizione o la qualità di essere nuovo, di essere cioè fatto, concepito o conosciuto per la prima volta, o di presentarsi in modo diverso da quello noto o usuale, e perciò anche, spesso, con aspetto o con carattere originale, insolito, oppure strano, singolare.

Date retta ai giuristi.

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Irene Procopio

Ciao, sono una Giurista e mi occupo di strategie di governo e gestione d'impresa.

L'obiettivo è impossibile solo se manca un piano. Date retta ai giuristi.

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