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7 Febbraio 2026
Dare un nome all’innovazione
per proteggerla.
Irene Procopio
tempo di lettura: 2 min
Quando si parla di innovazione,
molto spesso, si è in difficoltà perché la novità non è facile da spiegare, non
è facile da capire e non è facile da inquadrare nel giusto settore e secondo il
giusto schema.
Mi spiego meglio.
Con il termine novità si
intende
La condizione o la qualità di essere nuovo, di essere cioè
fatto, concepito o conosciuto per la prima volta o da poco, o di presentarsi in
modo diverso da quello noto o usuale, e perciò anche, spesso, con aspetto o con
carattere originale, insolito...
Prescindendo, quindi, dall’ambito
in cui l’innovazione viene di fatto scoperta o ideata, ci si ritrova nella
condizione di doverla prima di tutto nominare così da poterla identificare.
Si potrebbe, erroneamente, credere
che i termini con i quali si identifichi non vadano ad influenzare
l’innovazione stessa; eppure, non è così. L’errore, che molto spesso si
commette, sta nel non preoccuparsi di come spiegare il fenomeno o il software o
il modello, perché tanto poi ci si pensa e si costruisce.
Ipotizziamo di inventare un nuovo
cappotto e di volerlo sfruttare all’interno di un progetto imprenditoriale.
Troviamo un nome, predisponiamo il progetto, pianifichiamo le attività
necessarie alla messa in piedi, disbrighiamo le attività burocratiche e il
progetto parte.
Avreste capito l’idea se io non
avessi, furbamente, identificato l’innovazione di progetto?
Ipotizziamo, adesso, di inventare
un modello innovativo per cappotti e di volerlo sfruttare all’interno di un
progetto imprenditoriale. Troviamo un nome, predisponiamo il progetto,
pianifichiamo le attività necessarie alla messa in piedi, disbrighiamo le
attività burocratiche e il progetto parte.
L’innovazione dei due progetti
è la stessa?
E giù con ipotesi su ipotesi che
partono dal chiedersi quali siano i disegni di partenza dei due progetti fino
ad arrivare ad una necessaria prova legale che certifichi la data di ideazione
dei due progetti così da valutare quale sia antecedente.
Risolviamo il caso, chiaramente,
spiegando che si tratta del medesimo progetto e che, come di solito avviene,
l’ideatore abbia necessariamente rivisto nel tempo la descrizione della sua
innovazione in funzione di inquadrarla secondo lo schema linguistico lessicale
che più si adattava alle sue esigenze progettuali.
idea - innovazione - progetto -
sperimentazione
Perché partire dalla descrizione?
Semplice, per far sì che
l’innovazione sia non solo capita, ma anche non confusa.
Con il termine pregiudizio
si intende
L’idea, opinione concepita sulla base di convinzioni
personali e prevenzioni generali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle
persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione, e da
indurre quindi in errore...
Ipotizziamo di inventare un
modello di cappotto termico innovativo fatto di materiali isolanti (come
aerogel, materiali a cambiamento di fase e nanotecnologie) attraverso
l’integrazione di funzionalità sismiche e di design all’avanguardia e di
volerlo sfruttare all’interno di un progetto imprenditoriale. Troviamo un nome,
predisponiamo il progetto, pianifichiamo le attività necessarie alla messa in
piedi, disbrighiamo le attività burocratiche e il progetto parte.