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24 Ottobre 2026

La normativa italiana e quella europea sono al passo con l’IA?

Irene Procopio

tempo di lettura: 4 min

Foto di Immo Wegmann su Unsplash
È arrivato il 7 ottobre il D.lgs. n.179/2026 “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell'intelligenza artificiale nella formazione.”

Per come rivisto alla luce del Parere del Garante per la protezione dei dati personali che è stato chiamato ad esprimersi sull’adozione del Decreto, prevede tre assi principali:

  1. vigilanza e sanzioni

  2. spazi di sperimentazione

  3. formazione

All’art.3 dello stesso troviamo i principi generali su cui si fonda il Decreto, ovvero:

<<Il presente decreto, nel rispetto dei principi generali contenuti nell'articolo 3 della legge IA, è adottato in una prospettiva di garanzia antropocentrica, di uso corretto, trasparente e responsabile dei sistemi di IA e di vigilanza sui rischi per diritti e libertà.>>

Un primo importantissimo passo verso una definizione sempre più dettagliata che segna una linea molto definita da seguire e allo stesso tempo ne circoscrive i limiti ai fini di un corretto inquadramento normativo.

L’uomo al governo della macchina e al centro di tutti i processi!

Quali sono i principi generali della Legge sull’IA?

La vera legge italiana sull’IA è la L. n.132/2025 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale“.

All’art. 3 della legge troviamo i Principi generali:

  • Diritti fondamentali e Costituzione: ogni attività legata all'IA deve rispettare la Costituzione italiana e i diritti riconosciuti dall'Unione Europea.

  • Trasparenza e proporzionalità: i processi e i dati devono essere chiari, verificabili e proporzionati agli scopi per cui il sistema viene impiegato.

  • Sicurezza e cybersicurezza: è richiesta garanzia di sicurezza e protezione informatica lungo l'intero ciclo di vita dei modelli di IA.

  • Protezione dei dati e riservatezza: piena conformità alle normative sulla privacy e al GDPR.

  • Non discriminazione e parità: i sistemi non devono generare discriminazioni, con particolare attenzione alla parità di genere e all'accessibilità per le persone con disabilità.

  • Sostenibilità e sorveglianza umana: promozione di modelli sostenibili e mantenimento di un adeguato controllo umano sulle decisioni critiche.

Come categorizzare e classificare l’IA oltre in profilo tecnico-informatico?

Una mossa interessante e assolutamente in linea con i recenti sviluppi della tecnologia e del digitale in generale è quella del legislatore che incardina l’IA nei segreti commerciali a tutela del know-how, ovvero delle competenze tecnico-scientifiche.

L’art.98 del Codice di Proprietà industriale già protegge il know-how e i segreti commerciali e industriali, purché siano rispettate 3 condizioni: che le informazioni siano segrete, quindi non divulgate; che abbiano un valore economico proprio perché segrete; che siano sottoposte a misure ragionevolmente adeguate affinché restino segrete.

Con il recente decreto legislativo di adeguamento nazionale al Regolamento europeo sull'IA (AI Act), è stato introdotto il nuovo comma 1-bis all'articolo 98 CPI.

La modifica stabilisce ufficialmente che rientrano tra le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali protette come segreti commerciali:

  • I dati utilizzati per l'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale;

  • Gli algoritmi utilizzati per i modelli di IA;

  • I metodi matematici impiegati per l'addestramento e lo sviluppo (incluse le architetture dei modelli, le funzioni di ottimizzazione e le procedure di configurazione).

Inoltre, stabilisce che la competenza su controversie legate a questo tema sia delle sezioni specializzate sulla proprietà industriale e intellettuale del Tribunale Civile.

L'AI Act (Regolamento UE 2024/1689), invece, definisce con precisione i ruoli dei diversi attori economici e istituzionali lungo la catena del valore dell'intelligenza artificiale. Gli obblighi legali e le responsabilità variano radicalmente a seconda della specifica categoria di appartenenza:

Fornitori (Provider): sono i soggetti (persone fisiche o giuridiche, incluse aziende e pubbliche amministrazioni) che sviluppano un sistema o un modello di IA (come i modelli General Purpose AI) o lo fanno sviluppare per immetterlo sul mercato o metterlo in servizio con il proprio nome o marchio. Su di loro grava la maggior parte degli obblighi di conformità tecnica, sicurezza e data governance, specialmente per i sistemi ad alto rischio.

Utilizzatori professionali (Deployer): sono i soggetti che utilizzano un sistema di IA sotto la propria autorità nel contesto di un'attività professionale, commerciale o istituzionale (es. un'azienda che integra ChatGPT nei processi interni). Sono esclusi da questa categoria i privati che usano l'IA per scopi esclusivamente personali. I deployer devono seguire le istruzioni d'uso, vigilare sul funzionamento e garantire la corretta interazione con le persone.

Importatori: sono i soggetti stabiliti nell'Unione Europea che immettono sul mercato comunitario un sistema di IA il cui fornitore è stabilito in un paese terzo (extra-UE). Hanno l'obbligo di verificare che il sistema sia conforme e contrassegnato correttamente prima della sua diffusione.

Distributori: sono i soggetti nella catena di fornitura (diversi dal fornitore o dall'importatore) che rendono disponibile un sistema di IA sul mercato dell'Unione senza modificarne le proprietà (es. i rivenditori di software). Devono accertarsi che il prodotto rechi la documentazione e i marchi di conformità richiesti.

(Nota: se un Deployer modifica in modo sostanziale un sistema di IA o ne cambia la finalità d'uso originale inserendolo in un ambito ad alto rischio, viene riqualificato legalmente come Fornitore, assumendone tutti i relativi e severi obblighi).

E poi … ci sono le multe!

Concludendo, possiamo dedurne che si tratta di un primo importantissimo passo verso un percorso che spero ci porti verso un futuro all’altezza delle nostre aspettative, mantenendo la giusta sorveglianza umana al governo della macchina.

Saremo sufficientemente responsabili?

La macchina non di certo!


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Irene Procopio

Ciao, sono una Giurista e mi occupo di strategie di governo e gestione d'impresa.

L'obiettivo è impossibile solo se manca un piano. Date retta ai giuristi.

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