6 Novembre 2021

Audit a chi? Tracciabilità, spesso sconosciuta.

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di mohamed Hassan da Pixabay
Tutti i sistemi produttivi del settore primario, ovvero produzione di alimenti, hanno tra i vari obblighi, la tracciabilità e rintracciabilità del prodotto. 
Di che si tratta?

In qualsiasi sistema produttivo, dal negozio di alimentari all’azienda agricola (anche quella zootecnica!), sussiste l’obbligo di tracciare tutta la linea produttiva, ivi compresi materiali di imballaggio, materie prime, terreni pascolati e raccolti, in modo che si possano collegare tra loro il seme e il prodotto finale da esso ottenuto nella forma in cui giunge al consumatore. 

Pertanto all’interno del tracciamento lungo tutta la filiera produttiva vengono anche inglobati tutti i fornitori delle materie prime, che stanno a monte della produzione dell’azienda in sé, oltre che tutti i clienti a cui i prodotti vengono venduti. 

Chi sia il responsabile lungo tutta questa filiera non è importante, perché tutte la parti che concorrono alla produzione di un bene primario, sono direttamente responsabili di tutte le loro competenze e di quelle da cui essi hanno tratto un qualche beneficio (acquisto materie prime, materiali di imballaggio, ecc.). 

A fronte di questa grande responsabilità che tutti lungo la filiera concorriamo a rispettare, anche tecnici, consulenti e operai, ognuno per le proprie aree di competenza, ogni azienda ha l’onere e l’onore di vigilare affinché tutto proceda nel rispetto della normativa cogente (sistema autocontrollo H.A.C.C.P., etichettatura, sicurezza alimentare). 

Come possa un’azienda mantenere il controllo delle proprie produzioni e sistemi produttivi è presto detto: applicando un sistema di autocontrollo ed estendendo e informando tutti i lavoratori delle proprie responsabilità per ogni mansione, pianificando controlli cadenzati (in modo giusto e soprattutto sempre consultando chi direttamente si trova a lavorare in un reparto, area o settore, non soltanto scrivendo due righe su un manuale preimpostato!), ogni azienda può così facilmente gestire imprevisti e problematiche di ogni genere, siano esse mirate a lenire la sicurezza alimentare del prodotto, siano esse collaterali alla produzione e quindi potenziale pericolo. 

Tuttavia, abbiamo ricordato l’importanza di tutelare il consumatore anche rispetto alle materie prime utilizzate, alla qualità degli imballi selezionati. Allora merita chiedersi come possa un’azienda sviluppare una rete di tutela anche rispetto ai propri fornitori. 

Audit. È la parola “chiave” che nel mondo della qualità e del sistema di autocontrollo, certificazioni volontarie, sicurezza alimentare, ci consente di controllare e tutelare non solo noi azienda, ma anche tutte le altre aziende che con essa collaborano e interagiscono lungo tutta la filiera. 

Gli audit sono verifiche in campo svolte dall’azienda cliente presso i propri fornitori, al fine di controllare e verificare che le caratteristiche applicate nel proprio processo produttivo siano condivise e applicate anche presso i propri fornitori. 

Nell’era del Covid, gli audit hanno assunto diverse forme, divenendo anche realizzabili da remoto, con l’invio attraverso mezzi informatici ormai in dotazione presso qualunque azienda, della documentazione attestante e validante le richieste del cliente. 

Ma gli audit non si fanno solo presso i fornitori, si fanno anche all’interno dell’azienda stessa, al fine di migliorarsi e annotare e notare le debolezze del proprio sistema produttivo. 

Lo stesso identico concetto, in un audit a fornitore consente di motivare, oltre che sviluppare e garantire, una rete intera nel rispetto delle richieste normative e soprattutto di salute e sicurezza alimentare della comunità. 

Audit a chi? 

Audit quando?

Audit come?

Chiedetelo a un tecnico. 

Guidati, è meglio.


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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