16 Aprile 2022

Tutelare il consumatore. Prezzo, strategia e filiera.

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay
La normativa vigente, ormai da anni, detta gli obiettivi da perseguire per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto, a tutela del consumatore lungo tutta la filiera. 

La stessa normativa, però, non detta nulla sui metodi, che sono oggetto di ingegno e talento di chi produce o di chi come consulente lo guida. 

Spesso si rileva questo “obbligo di legge” come una delle tante voci della to-do-list dell’azienda e spesso succede che alla vendita il prodotto non sia esattamente conforme alla norma, per mancanza di qualcosa. 

Normativa o Marketing.

Quando ci si trova, poi, in contesti di grandi dimensioni (GDO appunto) ci si rende conto che c’è chi aggiunge diciture, denominazioni, immagini, che distolgono l’attenzione da ciò che per il consumatore dovrebbe essere importante, sminuendo l’importanza anche della norma.

Due casi fra tutti, sono riconoscibili anche da un occhio meno esperto: le uova o il latte. 

Ma quando succede, chi tutela il consumatore? Quando un’azienda rinomata e di grandi dimensioni promuove e sponsorizza le Frisone al pascolo (tipica razza molto selezionata per la produzione di latte con metodo superintensivo), chi fornisce gli strumenti al consumatore per riconoscere il fake?

Bisogna distinguere le due cose e, soprattutto, informare e formare il più possibile il consumatore rispetto a cosa sia conforme e cosa possa dargli davvero informazioni rispetto a un prodotto qualitativamente migliore di un altro. 

Il vincitore. 

In un mercato così dimensionato e così regolamentato, purtroppo, rimane al consumatore la massima responsabilità nella scelta del prodotto. Sta a lui scegliere quello giusto, ma è anche colpa sua sbagliare nella scelta. Nonostante la norma riferisca su più fronti, la responsabilità si estende lungo tutta la filiera produttiva. 

Per districarsi in questo mare di informazioni, il consumatore sceglie. La sua scelta, volente o nolente, finisce sempre per essere guidata dal prezzo: costa meno, quindi è meno buono; costa di più quindi è il migliore; è prodotto da animali allevati a terra (ma di terra ce n’è davvero poca!). 

Quando a vincere è il prezzo del prodotto, ecco che si innesca anche un’altra catena: ogni fase della filiera dovrà essere ripagata nelle spese e guadagnare nella vendita. Ad ogni intermediario il proprio ricavo. 

Decidiamo il prezzo. 

Ecco allora che la convinzione del consumatore, la sua definizione di qualità in base al prezzo crolla in un istante.

La qualità non ha a che vedere col prezzo, se non marginalmente, quando acquistiamo direttamente dal produttore, quando acquistiamo un prodotto di nicchia o con un mercato ancora in crescita. 

Nella scelta di un prodotto nella GDO (e trattiamo di questa non a caso, perché rientra nel quotidiano di tutti), il prezzo si costruisce tra produttore e acquirente, senza considerare il peso del packaging e quanto questo possa determinare un prezzo più o meno alto a seconda del mercato e dell’andamento normativo in materia. 

Siamo perciò coinvolti in un sistema complesso, dove non è veramente solo la tutela del consumatore in ballo, che rimane il principio assoluto da perseguire, fosse anche solo per lavorare bene tutti. 

Ma nella definizione del “paniere di prodotti” per il consumatore medio, non è sempre detto che il consumatore sia tutelato, quanto più che sia opportuno imparare a tutelarsi, informandosi e comprendendo cosa sia importante guardare, leggere e come scegliere. 

Non c’è da distribuire tuttavia neanche colpe, a chi produce o a chi commercializza, ognuno sostenta la propria posizione e c’è solo da comprendere chi lo faccia più o meno bene di altri, o sia più affine alla propria filosofia. 

Ma nella giostra di questo mercato, che per quanto complesso mantiene il suo fascino anche e proprio per la sua essenzialità rispetto alla vita, fidatevi, con la conoscenza è possibile stanare anche la più scaltra delle strategie di marketing in circolazione. 

“Il cibo è un alimento e, in quanto tale, la sua funzione è quella di soddisfare un bisogno dell’organismo.”

Guidati, è meglio.


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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