02 Aprile 2022

Shelf-life e prodotto.

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di Andreas Lischka da Pixabay
Se dicessimo che del totale dei consumatori, al momento dell’acquisto, solo il 22% legge sempre le etichette e il 28% qualche volta, probabilmente i più rimarrebbero stupiti. Tuttavia, i numeri non mentono.

Shelf-life. 

Abbiamo più volte rinnovato l’importanza delle informazioni trasmesse dall’etichetta alimentare di un prodotto, ma lo stesso può valere per un cosmetico, o una bevanda (seppur anch’essa alimentare appunto). Quale che sia la tipologia di prodotto, ebbene, si riconosce su ognuno di essi anche una scadenza, che può essere consiglio (o TMC, termine minimo di conservazione) espresso come “da consumarsi preferibilmente entro” oppure data di scadenza espressa come “da consumarsi entro”. 

La differenza è labile, ma spesso non trasmessa con la dovuta chiarezza al consumatore. 

Di fatto i prodotti per cui è obbligatorio solo il TMC sono prodotti che anche oltre la data di scadenza potrebbero mantenere le caratteristiche inalterate in quanto a sicurezza alimentare del prodotto (olio evo, prosciutto cotto in vaschetta, caffè, yogurt e pomodori pelati, per esempio). Per contro, dalla data di scadenza, si evince il periodo categorico entro cui l’alimento mantiene inalterate le caratteristiche di sicurezza per il consumo umano. 

Quanto detto, esprime in forma pratica il concetto di Shelf-life. Nonché la possibilità di consumare ogni alimento con tempi e modi sicuri, senza incorrere necessariamente in una qualche forma di spreco alimentare. 

Prodotto. 

Comprendere come possa essere funzionale alla gestione dell’acquisto alimentare per un nucleo familiare, compatibilmente anche al periodo storico che viviamo, in cui al costo della filiera agroalimentare (dal produttore alla distribuzione, con i ricarichi intuibili lungo il percorso), poter comprendere pienamente ciò che acquistiamo e la possibilità di utilizzo, nonché il consumo in sicurezza dello stesso, va di certo a favore del giusto rapporto qualità-prezzo. In ogni paniere di prodotti. 

Anche per i cosmetici, e in questo caso ci soffermiamo a parlarne, perché le aziende agricole di oggi hanno riportato in voga il consumo anche di cosmetici a base naturale e derivati da materie prime agricole e trasformazioni semplici, l’indicazione in etichetta prevede tra gli obblighi anche in questo caso l’indicazione del TMC. 

Ma se per il prodotto alimentare l’attenzione è maggiore e massima al momento del consumo, per motivi culturali e per la funzione nutritiva del prodotto, non di meno per maggiore enfasi nel manifestarsi della degradazione e alterazione del prodotto stesso (marciume, rancidimento, ammuffimento, ecc.); nel caso dei prodotti cosmetici non si fa quasi mai caso alla presenza nemmeno dell’indicazione in etichetta dei tempi di consumo consigliati. 

Contaminazione. 

La necessità di indicarne le tempistiche di consumo sono legate si al mantenimento delle caratteristiche qualitative tipiche del prodotto, infatti, ma sono anche dettate dalle altrettante possibilità di contaminazione che nell’uso del prodotto possono verificarsi. 

In buona sostanza, un vaschetta di prosciutto cotto confezionato mantiene inalterate le caratteristiche qualitative del prodotto fino anche a due mesi, finchè la vaschetta non viene aperta e riposta in frigorifero tal quale, caso in cui essa sarà esposta alla contaminazione da altri alimenti, nonché alla degradazione nel prodotto alla presenza di ossigeno. 

Allo stesso modo un rossetto acquistato e usato pochi giorni e riposto in un armadietto, può essere oggetto di contaminazione quando, mesi dopo verrà ripreso e utilizzato nuovamente, creando una contaminazione a quel punto non solo per trasmissione di eventuali microrganismi presenti sullo stesso e rimasti in ambiente non sterile per mesi, ma anche apportando nuova popolazione microbica che potrà poi divenire altro in ambiente non controllato. 

Ecco perché l’etichetta di qualsiasi prodotto diviene essenziale, ed ecco perché a volte spendere bene ci tutela non solo dallo spreco, ma anche dalla tutela della nostra sicurezza, che sia alimentare o salute in generale. 

Come sempre.. 

Guidati, è meglio.


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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