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15 Marzo 2025
CheManga. YAN.
Tiziana Procopio
tempo di lettura: 2 min
L’incipit è uno spettacolo dell’Opera di Pechino. Costumi tradizionali, movimenti sinuosi e completati dalle maestose decorazioni degli abiti e dei tessuti della tradizione cinese.
Ancora ignari di cosa riserva quest’avventura, in una Pechino un po' futuristica, seppur piena di tradizione, come l’Oriente ci insegna, si attraversa in ogni capitolo la descrizione di un personaggio.
Una struttura fuori dal comune, personaggi diversi ma con qualcosa che li unisce, un potere sovraumano sarà la chiave dei loro incontri.
Eppure dietro questo intrigo di personaggi particolari, poteri paranormali e un accurato dettaglio nelle illustrazioni… Yan Tieh-hua morta dieci anni prima ha il gioiello di unione, è la protagonista…tra più generazioni.
Quello che più affascina di questo manga è infatti l’evidente lotta della generazione più giovane, per distaccarsi, lottare, allontanarsi da qualsiasi cosa rappresenti le generazioni precedenti.
Non è importante trovarne un motivo specifico. Quello che appare importante è distinguersi, esaltare il sé dall’origine.
Ci si immerge in un manga-fantasy per poi rendersi conto, solo alla fine, di avere appena avuto la conferma che emanciparsi è un’esigenza comune: segnare il punto di distacco dal prima al dopo, dal passato al futuro.
E YAN lo fa in grande stile… dalle copertine, ai combattimenti, dagli abiti meravigliosi e pieni di dettagli, al pieno realismo delle azioni, fino a sentire anche l’aria che si sposta al calcio sferrato con assoluta padronanza dei gesti. A completamento di ciò la più elevate rappresentazione dell’Opera di Pechino, maestosa, ricamata, colorita…tutta al femminile.
Rimane solo l’amaro in bocca alla scoperta che… sono solo sei volumi.