14 Marzo 2026

Droni e agricoltura.

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 4 min

Foto di Paskvi da Pixabay
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
Ci domandiamo: ‘Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?’

Lo diceva Nelson Mandela sul potere dell’azione umana. E se è vero che sia saggio diffidare di chi non ha mai dubbi, diviene spaventoso il pensiero di quanto l’uomo possa essere “eccessivamente ottimista e audace” nel muoversi in natura avendo sotto gli occhi solo la magnificenza, la perfezione, il talento… la luce della specie umana, a scapito del buio del non sapere.

Se si parla tanto di cambiamento climatico, si parla molto poco (nulla!) degli effetti che questo sta già producendo anche in agricoltura: difficoltà delle produzioni, cambiamento delle stagionalità dei diversi prodotti, danni a territori e paesaggi per intemperie non prevedibili, e chi più ne rammenta, ne aggiunga.

Ormai ci si può far poco…

Non è esattamente così. Noi tecnici agronomi siamo chiamati a rivedere e riprogettare le modalità di produzione, coltivazione, gestione, management (anche!) di tutte le produzioni che tradizionalmente hanno sempre seguito i cicli naturali per arrivare al prodotto in maniera lineare, seppur con strumenti tecnologici innovativi.

Prendendo in considerazione la filiera agroalimentare, che in Italia è pilastro economico da circa 700 miliardi di euro (15% del valore dell’economia) e 70 miliardi di export (anno 2024), dobbiamo anche osservare che da anni è un settore costretto ad affrontare proprio la sfida del cambiamento climatico, che impatta principalmente sull’approvvigionamento delle materie prime, oltre alla crescita della popolazione globale, la necessità di valorizzare le filiere e i produttori (intesi soprattutto come produttori primari, agricoltori e allevatori), diviene importante ed essenziale per noi tecnici, essere pronti a rivedere anche alcune metodologie di intervento: stravolgere il sistema innovando prima di tutto il pensiero di approccio.

Non posso più stimare una produzione sulla base di dati climatici storici.

Non posso più basarmi sulla storicità dell’anno precedente.

Devo quindi partire innanzitutto sulla raccolta dati: se riesco ad osservare e registrare dati che mi consentano di valutare l’andamento del cambiamento climatico sulle colture in campo, che non è da intendersi come mera osservazione degli eventi atmosferici che si verificano su quell’appezzamento nell’arco di un anno, ma anche l’interazione di tutto il sistema ambiente (insetti, fitopatie, microrganismi, disponibilità d’acqua, ecc.), e a questi affianco la competenza tecnica e soprattutto

<<L’etica sostenibile che DEVE essere volta al rispetto dei cicli naturali, al mantenimento dell’ecosistema ambiente, in qualsiasi scelta!>>

Oltre a questo devo poter strutturare, costruire, ingegnare, nuove tecnologie, nuovi approcci anche agli strumenti scelti: devo avere più supporto possibile, dando all’agricoltura un assetto da smart farming

<<Si intende a strategia implementabile all’interno della singola azienda agricola e conseguentemente dell’intera filiera, volta all’utilizzo di tecnologie digitali, specialmente Big Data e Big Data Analytics.>>

L’innovazione digitale non è il futuro, ma deve essere il presente per ogni azienda agricola: non possiamo immaginare ancora l’aspetto “bucolico” e “agreste” che raccontava Virgilio nelle Bucoliche (42-39 a.C., ndr), altrimenti la tutela dell’agricoltura e il supporto al settore agricolo ci remerà contro invertendo la rotta.

Per poter sostenere e favorire il settore agroalimentare, abbiamo bisogno di INNOVARE: management e data analysis;

·         efficientare i processi aziendali (l’azienda è anche quella FUORI CAMPO)

·         ottimizzare le attività di relazione tra tutti gli attori della filiera (condividere i dati)

·         garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti (il consumatore è informato, è consapevole, può scegliere!)

·         migliorare l’efficienza dei processi di filiera (ogni attività produttiva monitora, pianifica, progetta prima di agire)

Perché proprio il drone?

Un drone (tecnicamente chiamato APR - Aeromobile a Pilotaggio Remoto), è un velivolo senza pilota a bordo, controllato a distanza da un radiocomando o guidato autonomamente da software.

1 – è un velivolo di piccole dimensioni che si controlla a distanza: può muoversi più velocemente di un uomo, più economicamente di un uomo, può raggiungere punti precisi nello spazio, anche non raggiungibili dall’uomo;

2 – è un velivolo che posso accessoriare con le tecnologie di rilevamento (sensori, fotografia, video, ispezioni termiche, multispettrali, ecc): non ho limiti creativi rispetto a ciò che ho bisogno di valutare, osservare e verificare;

3 – è un velivolo che consente sicurezza: posso ispezionare aree e zone che potrebbero essere pericolose per l’uomo, senza limiti;

4 – è un velivolo efficiente ed economico: monitora lo stato di salute del campo in pochi minuti, ottimizzando gli interventi; mappa un terreno in ore e non in giorni;

5 – è acile da usare: sensori anti-collisione e GPS, consentono di imparare facilmente l’utilizzo, e consentono funzioni di ritorno automatico, con certezza di ritorno del velivolo.

6 -  è accessibile: per lavorare con droni (con pesi superiori ai 249g o in scenari complessi), in Italia sono necessari assicurazione professionale, registrazione come operatore e patentino EASA (A1/A3 o A2 per contesti urbani).

Tornando quindi alla domanda: proprio il drone perché mi consente di raccogliere dati in maniera rapida ed efficiente, puntuale e precisa, facile e immediata, economico e sostenibile per tanti.

Dobbiamo cambiare modo di osservare e progettare il presente unendo competenza tecnica, management, Sistemi IoT (Internet of Things).

Il cambiamento climatico non è la causa, è l’effetto di una gestione agronomica non proiettata al futuro, d’emergenza e non preventiva.

Il vero problem solving agisce sul presente, per strutturare il futuro.

Non sai come?

Guidati, è meglio.


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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