26 Febbraio 2022

Stagionalità e alimenti

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di gastoninaui da Pixabay

Alle porte della Primavera, cominciamo finalmente a poter acquistare e consumare prodotti più gustosi e variegati dopo il periodo invernale che ci costringe a un numero più limitato di variabilità a tavola. 

Ci riferiamo soprattutto al reparto ortofrutticolo, là dove la stagionalità si distingue maggiormente, seppur consapevoli che anche rispetto al prodotto pesce, esiste la medesima stagionalità rispetto alle epoche di pesca e alle specie. 

Abbiamo detto, stagionalità. 

Con questo termine si identifica tutto il gruppo di prodotti che, in natura e per la specifica area di produzione (nel nostro caso Italia, ma si può poi via via differenziare per regioni nel nostro Paese), si producono e accrescono senza ausilio di condizionamenti ambientali o strutturali  e/o senza aiuto antropico di alcun genere. 

Più tecnicamente… 

In botanica, carattere di piante la cui semina utile è legata a una determinata stagione.

Come detto, per il nostro Paese, questa caratteristica, per alcuni prodotti, può anticipare o posticipare di un paio di settimane tra Nord e Sud, tuttavia, chiaro è che ciò che a Marzo è di stagione in Italia, non sarà tipicamente di stagione per il Nord Europa, o in America. Questo vale anche per la presenza delle stesse varietà e/o specie. 

Diviene importante allora la stagionalità quando, andando ad acquistare il prodotto, siamo consapevoli di cosa stiamo acquistando e perché. 

In pratica. 

In pratica, i prodotti che troviamo in disponibilità possono essere di diverse tipologie: 

  • Prodotti di stagione, coltivati in Italia in pieno campo o ambiente condizionato (coltura protetta)

  • Prodotti fuori stagione, coltivati in Italia in ambiente condizionato (coltura protetta)

  • Prodotti fuori stagione, coltivati all’Estero (dove sono di stagione, Paesi con temperature più calde)

Così anche la scelta di acquistare le fave a fine Febbraio, determina una qualche scelta “etica” da parte del consumatore. 

La libera commercializzazione delle merci anche solo all’interno della Comunità Europea, dove abbiamo una variabilità di climi e temperature da avere differenze stagionali nei vari territori, ha consentito e favorito negli anni libertà anche negli scambi commerciali tra fornitori. 

Non è pertanto da condannare la scelta di acquistare un prodotto fuori stagione, ma riteniamo debba essere comunque una scelta consapevole. L’acquisto di un prodotto italiano risponde alla domanda di un preciso prodotto che segue regole nazionali ferree, rispetto alle caratteristiche di salute e sicurezza alimentare che il nostro Paese impone. 

Considerando l’acquisto da Paesi extra UE non possiamo certo stabilirne la qualità in pochi minuti all’acquisto, ma sappiamo che un prodotto avocado proveniente dal Sud America avrà fatto un percorso molto più lungo di un pomodoro prodotto in Italia (in periodo estivo, di stagione).

Pertanto, la lunga percorrenza delle merci all’interno di container, a volte per più giorni, richiede anche un trattamento e un'epoca di raccolta del prodotto, differenti da quello raccolto e commercializzato localmente nell’arco di 24 ore: trattamenti post-raccolta, raccolta anticipata e in fase di maturazione non ancora piena.

Ci teniamo a ricordare ancora una volta che tutte le informazioni, anche in merito all’origine del prodotto, devono essere e sono esposte in etichetta in ogni punto vendita e quando risulta indicata la dicitura “buccia edibile” ci garantisce che quel prodotto non ha subito trattamenti in post-raccolta, pertanto è sicuro l’utilizzo in preparazioni alimentari piuttosto che a crudo, sempre previo lavaggio accurato. 

Come dicevamo, la possibilità di seguire la stagionalità vale anche per il prodotto pesce. Esistono in tutte le pescherie delle grandi mappe dove sono indicate tutte le zone FAO di pesca, che identificano anche la stagionalità delle specie e la lunghezza del viaggio che il prodotto ha subito fino al punto vendita. 

Ma anche per il pesce abbiamo un calendario e una stagionalità che rispetta anche quelli che sono i cicli vitali dei pesci e avannotti, in modo da rispettare quelle che sono le fasi delicate di riproduzione e crescita di quest’ultimi, riducendo il nostro impatto sulla stessa sostenibilità del Pianeta. 

Basterà cliccare sul motore di ricerca preferito “calendario della stagionalità” e verrà fuori una lista di link con le varie stagioni per pesci, frutta e verdura (provare per credere!). 

Parliamo di prezzi. 

Ovviamente, come in tutti i mercati, chiara ed ovvia sarà anche la correlazione tra il prodotto fuori stagione e il prezzo: un prodotto di stagione comporta costi produttivi inferiori, trasporto più breve e meno costoso, più produttori e competitor nello stesso periodo, produzioni più diffuse. 

Pertanto, un prezzo più basso è nella stragrande maggioranza dei casi sinonimo di prodotto di stagione.  

Parimenti, un prezzo molto più alto del normale, indica che la produzione ha richiesto condizionamento, trasporto, trattamenti post-raccolta costosi, per poter produrre un alimento che di norma non sarebbe facilmente reperibile. 

Ecco allora che possiamo scegliere anche secondo questo fattore, che tipo di prodotto consumare, per quale ragionevole motivo sia opportuno l’acquisto di un prodotto fuori stagione, se sia proporzionato alla nostra disponibilità economica e se non sia più ottimale favorire un produttore italiano rispetto ad uno estero. 

Su quale sia la qualità del prodotto acquistato, non ci sentiamo di poter dire che uno sia migliore dell’altro, perché crediamo che un buon prodotto non dipenda solo dalla sua origine. Ma riteniamo sia essenziale scegliere un prodotto con consapevolezza, anche se fuori stagione, anche se non locale. 

La conoscenza e l’informazione, definisce la nostra responsabilità come consumatori. 

Fidatevi, leggete le etichette. 

Guidati, è meglio. 


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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