17 Ottobre 2026

Fare la spesa: una questione di qualità.

Tiziana Procopio

tempo di lettura: 3 min

Foto di Nikki Dawson da Pixabay
Alla domanda “Quale prodotto scegli?” quando ti trovi a dover acquistare un prodotto fresco, la maggior parte delle persone risponde con denominazioni di prodotto, produzione biologica, residuo zero, e similari.

Un prodotto fresco è un prodotto primario: proviene da produzioni primarie come agricoltura e allevamento, ed è un prodotto che in genere può essere consumato tal quale, senza cottura o altra manipolazione.

Non è tanto la domanda generica di quale prodotto scegliere, ma soffermarsi invece sulle caratteristiche di qualità del prodotto fresco che andiamo ad acquistare!

Il limone.

L’esempio più chiaro è proprio quello del limone.

Quando un limone ha le caratteristiche di qualità? Ma ancor prima bisogna chiedersi cosa si intende per qualità di un prodotto alimentare?

La definizione che più mi piace è quella riportata dalla norma ISO 8402 (1986), in cui si definisce la qualità come “[…] l’insieme delle proprietà e caratteristiche del prodotto che gli conferisce l’attitudine a soddisfare i bisogni espressi o impliciti dei clienti.”

Ebbene se pensiamo al limone, quali sono le caratteristiche e le proprietà del limone per ognuno di noi?

Giallo, rotondo, consistenza morbida, senza ammaccature e/o imperfezioni. Queste sono le caratteristiche che tutt* noi andremo a riconoscere in un limone e che identifichiamo come caratteristiche di qualità intesa come sicurezza alimentare nel consumare il limone, e di conseguenza essendo sicuro potrà assolvere alle nostre necessità: alimentare i bisogni energetici del nostro organismo per funzionare.

Il concetto di sicurezza alimentare infatti, non è soltanto un obbligo di legge, per poter commercializzare un prodotto alimentare. La sicurezza alimentare deve divenire un requisito essenziale nella cultura domestica, perché solo così possiamo nutrire il nostro organismo in maniera consapevole e certa.

Nessuna imperfezione: è trattato!!

Nell’immaginario collettivo qualsiasi prodotto appaia ai nostri occhi senza imperfezioni, viene subito etichettato come “trattato”, “sintetico”, “falso”: così non è.

Partiamo dal presupposto comune a tutti i prodotti in commercio: non possono essere commercializzati prodotti che contengano sostanze nocive/tossiche per il nostro organismo. Come viene garantito questo requisito? Mediante continui e quotidiani controlli effettuati dalle autorità preposte (ASL, Carabinieri NAS, ecc.), vengono verificati e controllati ogni giorno decine e centinaia di prodotti in tutta Italia: quando da questi controlli vengono fuori condizioni di pericolosità per il consumatore, vengono pubblicati sul sito del Ministero della Salute gli esiti di questi controlli, e viene effettuato richiamo e il ritiro del prodotto (se vi è mai capitato di trovare un cartello di avviso in uno scaffale di un supermercato, vuol dire che prima di voi il personale delle autorità preposte ai controlli, ha riscontrato quel prodotto come pericolo, procedendo al ritiro e informando il consumatore: tutt* noi).

Escludendo quindi tutti i prodotti esclusi dalla vendita dopo controllo, rimangono sul mercato i prodotti definiti sicuri. Naturalmente tutti i prodotti contengono microrganismi patogeni e non patogeni, e non possiamo pensare di sterilizzare tutti i prodotti per esser sicuri. Dobbiamo conoscerne le caratteristiche e capire che si tratta solo di contaminazione biologica.

Se è imperfetto è biologico.

Un prodotto sicuro è un prodotto che ha mantenuto le sue caratteristiche:

-          Forma:

o   una mela raggrinzita, ha cambiato la sua forma perché i nutrienti destinati a noi come nutrimento sono diventati nutrimento dei microrganismi presenti, perdendo consistenza;

o   le macchie sulla mela, sono sintomatiche di un invecchiamento del frutto, che continua a respirare anche dopo la raccolta: il nutrimento ha alimentato il frutto, ne è rimasto quasi nulla per noi e la mela è invecchiata;

-          Colore:

o   una banana annerita è una banana che non ha più la quantità di nutrienti funzionali al nostro nutrimento, non è più dolce, è più ricca di microrganismi potenzialmente patogeni e più vecchia;

E così via via per tutte le altre caratteristiche del prodotto.

Perché allora molti credono che un prodotto imperfetto sia migliore? Sfatiamo il mito della pericolosità e della tossicità dei prodotti fitosanitari: si usa un prodotto fitosanitario per evitare che il prodotto alimentare arrivi alla raccolta con dei microrganismi patogeni portatori di malattie alimentari, per garantire un prodotto sicuro e nutriente per il consumatore, per offrire e vendere un prodotto che abbia ancora almeno 7 giorni di shelf-life (conservabilità, vita utile).

I prodotti fitosanitari utilizzati correttamente e come indicato in etichetta, consentono di garantire un vero prodotto sicuro dal punto di vista alimentare: sia esso prodotto in agricoltura convenzionale o biologica, indistintamente.

Piuttosto, sapevate che il prodotto fresco può essere consumato in sicurezza entro 7 giorni dalla raccolta?

Avete mai riflettuto su quanto l’origine del prodotto e la stagionalità possa influire su questa caratteristica?

Le informazioni sono tutte in chiaro, ma voi avete le idee chiare su come usarle?

Guidati, è meglio.


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Tiziana Procopio

Ciao, sono Agronomo e Auditor, mi occupo di gestione aziendale in ambito agroalimentare, ma anche formazione, qualità e sicurezza.

Chiediti cosa sei chiamato a fare, e poi fallo con passione. Guidati, è meglio. 

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